Piante e alberi magici: dalle fiabe più famose al mondo reale

Non siamo mai troppo vecchi per le favole. Storie popolari su casette di marzapane, calderoni fumanti delle streghe, scarpette di vetro e zucche trasformate in carrozza, hanno plasmato la nostra cultura e immaginazione da quando gli esseri umani si sono riuniti per la prima volta intorno al fuoco. Ancora oggi piante e alberi magici continuano a incantare, deliziare (e terrorizzare) bimbi e adulti, come ad esempio nei celebri film della disney o di Harry Potter.

Piante e alberi magici delle fiabe presenti nel mondo reale
Piante e alberi magici delle fiabe presenti nel mondo reale

Piante e alberi magici, non solo nelle fiabe

In queste storie spesso si descrive la profonda foresta oscura, mele avvelenate e strane pozioni a base di erbe proibite: piante e alberi magici, insomma, diventano protagoniste insieme ai personaggi, plasmando l’avventura mentre si svolge. La parte migliore è che alcune delle piante descritte non si trovano solo nei libri.

Ci sono infatti molti esempi nel mondo reale – fiori, alberi, rampicanti e arbusti – che catturano la fantasia come nelle favole della Disney, mentre altri potrebbero far accapponare la pelle come la più raccapricciante conclusione di una fiaba dei fratelli Grimm. Eccone di seguito alcune, davvero interessanti.

Piante e alberi magici: la Pietra viva o Lithops, origine Africa meridionale

Nelle fiabe non solo piante e alberi magici, ma anche rocce e pietre che potrebbero “prendere vita” d’improvviso, appena in tempo per salvare il protagonista da una brutta situazione, o trasformarsi in un brutto troll nel momento in cui viene colpito dalla luce del sole.

Potresti mai immaginare che in natura esiste una roccia che “prende vita” d’improvviso? Ebbene, si, è possibile! Si chiamano Lithops o “pietre vive“, un tipo di pianta succulenta che evita di essere mangiata dagli animali mimetizzandosi con le rocce. Composta da due foglie carnose, un fusto quasi inesistente e un bellissimo fiore profumato che emerge dalla fessura centrale tra inizio estate e l’autunno, questa “roccia” in realtà è molto viva.

Fico strangolatore: Ficus altissima, origine sud-est asiatico

In molti racconti popolari, la foresta prende vita: gli alberi si animano, radici lunghissime e rami contorti sinuosi e serpeggianti e intrappolano il coraggioso protagonista, o la fanciulla che non trova più la strada di casa. Un incubo sufficiente per svegliare chiunque da un sonno profondo, ansimando per la mancanza di aria e lottando per districarsi dalle lenzuola, confuse con quelle piante nell’angoscia vissuta nel sogno.

Ficus altissima è quell’incubo realizzato. Una pianta che inizia la sua vita come epifita (simile al cactus di Natale), che recupera le sostanze nutritive necessarie dall’area in cui cresce, ad esempio avvolgendosi attorno a un altro albero. Quando un fico strangolatore si è radicato saldamente nel terreno, ha già ucciso il suo ospite e sopravvive in modo indipendente

Venere acchiappamosche: Venus Flytrap – Dionaea muscipula, origine zone umide subtropicali costa orientale Stati Uniti

Ci sono anche alcune piante che trovano molto appetitosa la carne. Fortunatamente, la Venere acchiappamosche non divora le persone ma predilige insetti e aracnidi. Può essere stimolata ad “aprire le sue fauci” o bloccata con un tocco leggero delle dita, o con una piuma.

Una volta intrappolata la sua sfortunata preda, il movimento frenetico dell’insetto in cerca di una via di uscita stimolerà i lobi interni della pianta, avvicinandoli tra loro fino a formare una sorta di stomaco. A questo punto inizia il processo di digestione che dura circa 10 giorni, dopodiché si riapre per il pasto successivo.

Achillea: Achillea millefolium, origine regioni temperate settentrionali Asia, Europa e Nord America.

Conosciuta da molti erboristi come “la guaritrice del guaritore“, l’achillea non è difficile da trovare e spesso cresce lungo le strade, i sentieri di campagna, i prati e le coste. È una pianta perenne e fiorita nota (citata spesso nell’antichità) per il suo utilizzo nell’arresto del flusso sanguigno, sia da ferite violente che da sanguinamento dal naso.

La leggenda narra che Achille lo portasse sempre con sé in battaglia. Nelle Ebridi si pensava che le foglie di achillea potessero dare una “seconda vista”, i Navajo lo masticavano per curare il mal di denti, altri gruppi indigeni del Nord America, come i Cherokee e gli Ojibwe, usavano l’achillea per ridurre la febbre, conciliare il sonno e curare il mal di testa.

Albero del sangue di drago: Dracaena cinnabari, origine arcipelago di Socotra

Trovato per la prima volta in un arcipelago nello Yemen, l’albero del sangue di drago e la sua linfa rossa gocciolante sono quelli della leggenda. La sua linfa ha catturato l’immaginazione del mondo antico ed è ancora utilizzata oggi come colorante, colla per ceramica, rinfrescante per l’alito e rossetto per le labbra. È anche usato, inoltre, come vernice per tinteggiare i violini.

Piante e alberi magici: Fiore di belladonna o Deadly Nightshade, origini Europa, Nord Africa e Asia occidentale

La belladonna proviene dalla stessa famiglia dei pomodori, le patate e le melanzane (le solonacee) ma ha una reputazione molto più sinistra e misteriosa. Nel tempo è stata utilizzata in diversi modi: come anestetico chirurgico; veleno sulla punta delle frecce; collirio per dilatare le pupille, facendole apparire più attraenti e seducenti.

Ancora oggi viene molto utilizzata in farmacologia, ad esempio per l‘atropina in oculistica. In alcuni racconti popolari, si dice che fosse la pianta favorita dalle streghe quando preparavano il loro “unguento volante”, per recarsi in volo alle riunioni con la congrega. Comunque sia, fai molta attenzione: di questa pianta magica, sia ​​le foglie che i fiori sono estremamente tossiche se ingerite.

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